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Nuovo CDA Casino Campione: Pagan Resta Amministratore Unico

Nuovo CDA Casino Campione: Pagan Resta Amministratore Unico
3 February 2012 | Di: Casinotop10 Il professore è stato confermato amministratore unico del consiglio di amministrazione della casa da gioco di Campione. In attesa della nomina del presidente, che sarà nominato dalla Provincia di Como, tra conferme e novità, il consiglio sarà formato da Roberto Simone e Massimo Ferracin, designati dal Comune di Campione d’Italia, Mauro Piazza in rappresentanza della Provincia di Lecco, Cornelio Cetti e Giorgio Colato rispettivamente della Camera di Commercio di Como e della Camera di Commercio di Lecco. Pagan è una sorta di salvatore per il casino campionesse. Nell’ultimo biennio, nonostante le difficoltà delle case da gioco, si è riusciti ad arginare la crisi passando da un preoccupante meno 10 per cento del 2010, a una flessione inferiore al 4 per cento. Nonostante un mercato dei giochi sempre più concorrenziale a seguito dell’apertura di sale di videolotteries nel proprio bacino d’utenza e dei cambiamenti nelle tipologie di gioco scelte dalla clientela abbia condizione il volume di affari del casino di Campione, ha aumentato la propria quota di mercato al 26,8 per cento, record storico, e ulteriormente incrementato la presenza di clientela cinese e russa. Proprio due settimane fa la casa da gioco al confine tra Italia e Svizzera si è fatto notare per l’importante operazione cinese in cui ha coinvolto migliaia di giocatori asiatici festeggiando il capodanno cinese in maniera singolare proprio al casino. Nonostante una perdita di circa 5 milioni di euro rispetto al 2010, passando da 113 milioni a quasi 109 milioni di euro, Campione è al secondo posto nel poker dei casino terrestri: Venezia, 136.363.957 milioni di euro con 991.470 presenze, Campione, 108.888.576 euro con 685.737 presenze,   Saint Vincent, 95.585.964 euro con 630.793 presenze Sanremo, 64.341.034 con 687.967 presenze. Proprio secondo Pagan, riduzioni contenute tra il 3 e il 4 per cento indicano una “Sostanziale tenuta del Casinò in termini di performance di mercato” lungo l’arco temporale di un biennio che è stato “difficilissimo”. Va inoltre considerato che il primo semestre 2010 si era chiuso con una flessione a due cifre rispetto allo stesso periodo del 2009. In questo contesto, il “professore” ritiene che “la crescita di quota di mercato del 2011 del Casinò Campione d’Italia risulti sicuramente superiore a quella che era stata registrata l’anno precedente” mentre sul fronte degli ingressi, dopo l’aumento (quasi 4 per cento) del 2010, nel 2011 la riduzione, inferiore al 2 per cento, non toglie al dato assoluto (685.737) 12.000 ingressi circa in più rispetto al 2009. Carlo Pagan, non è solo l’Ad di Campione, ma è anche presidente di Federgioco, l’associazione dei quattro casino d’Italia. Proprio su questo sito il professore ha rilasciato un’intervista esclusiva in merito alla battaglia dei casino e dei sindacati contro il Governo e l’abbassamento del limite del contante.

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Raffaele Lauro: “Non Resta Che il Referendum Abrogativo”

Raffaele Lauro: “Non Resta Che il Referendum Abrogativo”
gennaio 04, 2012 | By: Casinotop10 Intervista esclusiva al Senatore PdL considerato “nemico N.1″ del gioco che ammette: “Se tutelato, il gioco potrebbe restare”. Anche Se la criminalità organizzata… A pochi giorni di distanza dalla sua ultima presa di posizione contro i rischi legati alla diffusione del gioco online ed alle presunte lacune della legislazione vigente, abbiamo raggiunto il Senatore del PdL Raffaele Lauro per discutere con lui di uno degli argomenti più “caldi” di questo inizio 2012 e capire quali possano essere i cambiamenti che il futuro riserva all’intera industria dell’intrattenimento a distanza. [G.A.] Quella del gioco on line, stando ai numeri, è una delle industrie più sane del momento. A parte qualche flessione fisiologica, dalla prima legalizzazione del luglio 2008 fino ad oggi, l’andamento dell’intero settore ha mostrato cifre tanto impressionanti quanto significative – perché possono essere tradotte in un concetto molto semplice: agli italiani piace giocare.  Detto questo, Senatore Lauro, Lei si è distinto per un’attività costante e decisa volta a contrastare l’apparentemente inarrestabile diffusione del gioco: perché? [R.L.] Il gioco d’azzardo, quando diventa fenomeno di massa, rischia di provocare una vera disgregazione della società, che colpisce, principalmente, i ceti meno abbienti e le famiglie, con effetti criminogeni sul tessuto sociale. Se gli italiani, da popolo di santi, poeti e navigatori, si trasformeranno in un popolo di giocatori d’azzardo, il destino della nostra Nazione sarà segnato. [G.A.] Cito: “Il bilancio di fine d’anno del gioco d’azzardo, come fenomeno di massa, sta diventando più drammatico di quello della tossicodipendenza”. Ed ancora: “Tra cinque anni l’Italia rischia di diventare un Lazzaretto” – sono le sue parole come le riportano numerosi organi di informazione. Esagera per riuscire a raggiungere l’attenzione di chi può cambiare le cose, oppure Lei ritiene che l’Italia stia davvero correndo dei pericoli simili? [R.L.] Non sono un novello Savonarola, ma un politico doverosamente attento alle patologie sociali. Non è una visione apocalittica, ma realistica, che ho iniziato a monitorare nell’incarico di commissario nazionale antiracket ed antiusura (2006-2008). Purtroppo, da allora, la situazione è diventata drammatica. [G.A.] Tra le sue attività in materia di gioco d’azzardo a distanza, si ritrova anche una proposta articolata in cinque punti che chiede tutela dei minori, attenzione alla ludopatia ed al rischio di riciclaggio, divieto di pubblicità ingannevoli e trasparenza delle società – ma non chiusura del settore. Insomma, se regolato in maniera intelligente, il gioco on line può rimanere? [R.L.] La commissione antimafia ha chiesto al Parlamento alcune misure urgenti e, di fronte al silenzio colpevole del Senato e della Camera, ho richiesto, in questi giorni, un decreto legge al presidente Monti. Ma il settore del gioco ha bisogno anche di una riforma organica, che assicuri trasparenza e controlli. A queste condizioni di assoluta trasparenza dai rischi di infiltrazione della criminalità organizzata e di tutela dei minori, dei ceti più deboli e dei ludopatici, il gioco potrebbe rimanere. La mia non è una posizione ideologica, ma politicamente responsabile. [G.A.] Rimanendo sul riciclaggio: qualche mese fa ho avuto il piacere di intervistare l’esponente del Partito Democratico Mario Adinolfi (grande appassionato di poker) e di porgli una domanda molto precisa sui legami tra la criminalità organizzata ed il gioco on line. Adinolfi al tempo rispose spiegandomi come la malavita organizzata in Italia si nutra di “traffico di stupefacenti e di appalti pubblici”,  non di gioco on line. Lei, Senatore, alla luce delle esperienze raccolte da Prefetto, da Membro della Commissione Antimafia e da esponente di spicco del Ministero dell’Interno lungo diverse legislature – condivide la visione di Adinolfi? Perchè? [R.L.] Adinolfi ignora la realtà, come spesso capita ai giocatori di poker. Si legga le due relazioni della commissione antimafia, approvate all’unanimità, anche dal Partito Democratico. La criminalità organizzata inquina il gioco d’azzardo, a monte e a valle, sui territori e nell’indotto criminale, che si determina attorno ai luoghi del gioco, dove si spaccia anche la droga e proliferano gli usurai. [G.A.] Quoto quanto da Lei scritto oggi su Twitter: “Nè il Parlamento, nè il Governo vogliono contrastare il gioco d’azzardo! Non resta che il referendum abrogativo.” Crede realmente che proporre un referendum abrogativo a sei mesi dalla legalizzazione del casinò on line, mentre AAMS si prepara a diventare un’Agenzia e mentre la Commissione Europea analizza una bozza di regolamento per legalizzare anche il poker live nel Paese sia una strada realmente percorribile? [R.L.] Combatto questa battaglia dal primo giorno, in cui sono entrato in commissione antimafia ed ho proposto la prima relazione sul gioco d’azzardo, tra la distratta indifferenza dei miei colleghi. Poi la commissione ha approvato due relazioni ed ha chiesto al legislatore delle misure urgenti di tutela. Il Senato ha approvato le relazioni all’unanimità, ma i disegni di legge non vengono ancora calendarizzati. Alla Camera non si è aperto neppure un dibattito sulle relazioni. In una recente intervista radiofonica ho manifestato il gravissimo timore che i signori del gioco controllino anche l’autonomia degli organi costituzionali. Non mi resta, in caso di ulteriore inadempienza del Parlamento e del Governo, prima della fine della legislatura, che puntare sull’ipotesi di un referendum abrogativo. Ipotesi che può apparire poco realistica, ma avverto nel Paese una rabbia popolare, che sta montando contro il gioco d’azzardo e che potrebbe presto trasformarla in realistica. So bene quanti nemici avrei contro, ma le alternative potrebbero essere le dimissioni da senatore o iniziare uno sciopero della fame alla Pannella. [G.A.] Onorevole Lauro, Lei siede in Senato nei banchi dell’ex maggioranza, la stessa di quell’ex-Ministro Brambilla che proponeva l’apertura di mini-casinò in punti strategici del Paese per combattere la crisi economica ed aiutare il turismo. Sarebbe riuscito a votare a favore? [R.L.] Un emendamento presentato da alcuni senatori della maggioranza fu abbattuto da un mio intervento in Aula. La proposta della Brambilla fu da me cannoneggiata con alcune dichiarazioni alla stampa e non mosse neppure i primi passi. Il turismo si alimenta della tutela dei beni culturali, di una mobilità efficiente sul territorio e della qualità, anche enogastronomica, dei servizi offerti ai clienti. La scorciatoia del gioco d’azzardo ha rovinato intere località turistiche che sono oggi in mano ai colletti bianchi della criminalità economica e finanziaria. Come vede non ho aspettato che la proposta arrivasse in Aula per decidere di non votarla. Articolo di: Giovanni Angioni Per approfondire:- Chi è Raffaele Lauro? 

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Black Jack: il Live Dealer

Black Jack: il Live Dealer
Il Live Dealer non è tanto una variante del gioco del Black Jack, in quanto le regole di gioco mangono sostanzialmente invariate, quanto una variante del metodo e condizioni. Parliamo di un software ideato dalla notissima casa Playtech e non può davvero mancare in nessun casinò online che si rispetti. Il software unisce alla comodità del gioco online, il realismo del gioco che si può provare in un casinò tradizionale in cui il contatto con gli altri giocatori sarà diretto.   Nel caso del Black Jack Live dealer infatti il Dealer non sarà computerizzato ma si tratterà di uno sfidante reale, in carne ed ossa, che oltretutto potrà essere visualizzato grazie all’utilizzo di una web cam. Insomma tutta l’emozione del confronto diretto, che il web aveva minimizzato ora ritorna e il gioco del Black Jack, già accattivante, diventa ancora più emozionante. Come preannunciato le regole rimangono sostanzialmente le stesse; ci si dovrà avvicinare il più possibile al punteggio di 21 e non si dovrà sforare. Come in molte altre versioni del Black Jack si potrà fare un’assicurazione che ci tuteli nel caso di un Black Jack fatto dal banco, potremmo splittare la mano, effettuare il double down, ma non è prevista la possibilità di effettuare un surrender. La stranezza del giocare contro un Delaer reale è presto superata viste l’emozione che la modalità di gioco, del tutto innovativa, può dare. Il fatto che questa sia stata utilizzata anche per altri giochi fa comprendere quanto il realismo e il faccia a faccia piaccia ai giocatori d’azzardo. Questo articolo è stato pubblicato il lunedì, 4 gennaio 2010 alle 17:05 e classificato in Giochi Online, Poker Online, Senza categoria. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Sia i commenti che i ping sono attualmente chiusi.

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Red Dog

Red Dog
Oggi parleremo di una slot machine che nei casino online ha poco a che vedere con il gioco del Poker o del Black Jack, ma che comunque per il divertimento degli utenti utilizza le carte e nello specifico un mazzo francese privo di Jolly. Il nome del gioco conosciuto sia nei casinò tradizionali come william hill casino sia sul web è Red Dog. Attenzione però, non si avrà a che fare con scommesse sulle corse dei fidi compagni. Il nome è da mettere in relazione con i due cani rossi che si trovano al lato della schermata; lo scenario è completato da un bel panno verde che riporta alla mente dei giocatori virtuali i tavoli d’azzardo. I cani dal canto loro si accontenteranno semplicemente di essere mascotte del giocatore. Nessuno sfidante diretto, solo il croupier che consegnerà le carte e decreterà eventualmente la vittoria e il suo ammontare. Prima di dare avvio al gioco è necessario che il giocatore effettui la sua puntata, variabile a seconda dei suoi desideri. Il croupier virtuale a questo punto scoprirà due carte. Il giocatore non potrà che stare a guardare sperando che la terza carta che verrà chiamato ad estrarre abbia un valore intermedio fra le due. Facciamo un esempio concreto: se il croupier estrae un 6 e un 10, perché il giocatore possa vincere la terza carta estratta dovrà essere un 7, un 8 o un 9. Nel caso in cui la fortuna accompagni il giocatore e questo riuscisse a pescare un bel 9 si dovrebbe calcolare il margine di vincita. Si tratta di un’operazione alquanto semplice. In questo caso il margine di vincita sarebbe pari a 1 (10-9), e l’ammontare della vittoria davvero interessante e determinato grazie alla seguente tabella: con un margine pari o superiore a 4 il giocatore potrà riscuotere semplicemente la quota versata all’inizio; con un margine pari a 3 la puntata iniziale verrà duplicata; con un margine pari a 2 la puntata iniziale sarà moltiplicata per quattro; con un margine pari a 1 la puntata iniziale sarà moltiplicata per ben 5 volte. In ogni caso il giocatore dopo aver visto le due carte estratte dal croupier potrà decidere di raddoppiare la quota puntata inizialmente cliccando sul pulsante Double o potrà decidere di rilanciare cliccando sul pulsante Raise date anche un occhiata al mitico sito di europa casino .

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La regolamentazione del gioco online nel Regno Unito vicina al cambiamento

La regolamentazione del gioco online nel Regno Unito vicina al cambiamento
Il Regno Unito è stata una delle prime giurisdizioni a regolamentare con licenze l’attività delle scommesse online, a grande vantaggio di consumatori, governo ed operatori.Permettendo in passato il fiorire e lo sviluppo del gioco nel Regno Unito, il fisco ha generato ricavi non indifferenti negli ultimi anni. L’avvento del Venerdì Nero con il giro di vite del Dipartimento di Giustizia USA sul poker via Internet ha dato pensiero a molte giurisdizioni, con le accuse americane e il sequestro dei domini di Full Tilt Poker e Absolute Poker. La Gran Bretagna stava considerando una ristrutturazione del suo regime di licenze di gioco ancor prima dell’azione americana sul poker online. Il Segretario britannico alla Cultura, Jeremy Hunt, ha proposto modifiche al modo in cui vengono regolamentati gli operatori online e il modo in cui la pubblicità può essere distribuita. Probabilmente è all’ordine del giorno anche un nuovo metodo di contabilità, così come una modifica alla gestione delle informazioni personali del giocatore, per proteggerle maggiormente contro le frodi e la corruzione. Anche la regolamentazione della pubblicità da parte degli operatori esteri è in procinto di essere cambiata, insieme alle sponsorizzazioni sulle divise delle squadre sportive.Il numero di sponsor del gioco d’azzardo online nella Premier League è enorme, e molti ne saranno colpiti direttamente se le nuove regole verranno approvate.

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